La Palascìa

Il faro della Palascìa è l’antico faro di Capo d’Otranto situato a Punta Palascia estremità orientale d’Italia. Si racconta che prima del faro, la fonte luminosa del Capo D’Otranto fosse la torre del Serpe, che appare ancora nel simbolo della città di Otranto. Su di essa esiste una leggenda tramandata dai pescatori otrantini che narrano: “vicino la torre la notte i morti tornavano dal mare alla riva, salivano sugli scogli e andavano con sottili lamenti sulla torre”. Il faro nasce esattamente dove un tempo vi era la torre di palascia, che venne demolita nell’ultimo quarto del XIX per poter costruire un casotto. Il faro di Capo d’Otranto illumina il mare per un arco di 219°, per la sua costruzione vennero utilizzati materiali locali, in particolare conci di pietra locale del tipo “carparo” , conci di pietra di “tufo” estratti dalle cave di Otranto, conci di pietra calcarea detta “selce”. Inoltre, tutte le pareti sia interne che esterne furono intonacate di bianco conferendogli così un aspetto austero stagliandosi nell’azzurro mare. L’apparecchiatura lenticolare del faro venne fornita dalla Casa Barbier e Fenestre di Parigi. Il faro costò complessivamente L. 62.933,29 centesimi, venne acceso il 15 luglio 1867 e nel 1979 fu abbandonato. Il fascino del vecchio faro disabitato è innegabile, la torre bianca svetta a 60 metri sul livello del mare e poggia su una casa a due piani un tempo abitata dalle famiglie dei guardiani del faro. Oggi è possibile raggiungerla da una ripida strada realizzata durante la costruzione.